B-grip: un accessorio tutto italiano.

gennaio 27th, 2010

Questo sarà un post un po’ atipico sul mio blog: una recensione.

Se, come me, siete un po’ stanchi della tracolla, idem degli handstrap, e vi state documentando su di un modo comodo per portare in giro i vostri corpi macchina sul set, oppure in vacanza, è probabile che vi imbattiate in un prodotto nuovo, chiacchierato sui forum e, a quanto ne so, non ancora commercializzato.

Si chiama B-Grip, è prodotto da un’azienda totalmente italiana, la emiliana CPtech S.r.l. .
Il sito ufficiale lo trovate qui: bgrip.com/.

Ne ho ricevuto un sample direttamente dalla CPtech, prima della commercializzazione nei negozi, in anteprima, per testarlo e recensirlo su di un campo che non è il suo compito ideale: la fotografia di moda.

Che cos’è B-grip?

B-grip è un nuovo sistema di trasporto a cintura, brevettato, pensato per fotocamere reflex.

Ha una piastrina removibile come quella dei cavalletti, inseribile nella base (fissabile alla propria cintura od ad una supplementare) in entrambi i versi, permettendo così di poter fissare la macchina con l’obiettivo verso il cielo, e facilitare il cambio lente.

La confezione, in un elegante nero e rosso, si presenta così:

B-grip.

B-grip.

Al suo interno troviamo:
1. Il b-grip stesso;
2. Una pratica raincover per coprire la macchina in caso di precipitazioni;
3. Un laccio di sicurezza da fissare al b-grip ed al corpo macchina, per prevenire cadute a causa di un errato bloccaggio dello sgancio rapido;
4. Un foglio di istruzioni.

Veniamo al prodotto.

All’apparenza ed al tatto sembra molto ben costruito, resistente e duraturo: non dubito che abbia resistito ai 32kg di carico nelle prove di sforzo alle quali è stato sottoposto, come ci informa il sito ufficiale. E’ costruito in materiale plastico, probabilmente ABS o policarbonato, con una bella finitura nero opaca. La scritta rossa è stampigliata in rilievo. Nessun segno di sbavature, e le tolleranze sono minime: si vede immediatamente che vi è controllo qualità, al contrario di molti prodotti cinesi che oramai invadono il mercato.

Montandolo sotto la fotocamera, e serrando la vite da 1/4 di pollice, la piastra si fissa saldamente, ed il meccanismo di rilascio è semplice, privo di impuntamenti e molto veloce.

Il b-grip può esser montato sia sulla cintura che indossiamo normalmente, sia su di una supplementare: è infatti ideale per viaggi e passeggiate fotografiche, ma da quanto ho potuto vedere tollera bene anche salti e corsa moderata, senza cedimenti o pericolo che la reflex cada a terra.

Per quanto mi riguarda, utilizzerò una cintura supplementare, in tela, dove fissare il b-grip con il secondo corpo macchina montato: sarebbe ideale poter acquistare ulteriori piastre di sgancio rapido (non so se verranno commercializzate anche singolarmente), così da poter scambiare la macchina alla cintura con estrema velocità, ottimo per passare ad esempio da un 135 da close-up ad un 50 da piano americano.

Il laccetto che viene fornito in dotazione all’apparenza non pare troppo robusto, soprattutto per la piccola fibbia in plastica, ma una volta fatte le dovute prove, risulta invece adatto alla maggior parte dei carichi (ovvio, se lasciate penzolare sul laccio una 1D con un 400 2.8..). Un unico appunto: sulle istruzioni, è chiaramente spiegato che il laccio di sicurezza vada fissato da un lato alla reflex, dall’altro ad un’apposita asola sulla parte bassa del b-grip. Questo protegge da eventuali sblocchi involontari della piastra di sgancio rapido: una cosa che ritengo comunque poco probabile, in quanto ha corsa lunga e la fotocamera, con il proprio peso, tende a rimanere serrata nel b-grip. Con normali cinture commerciali invece, magari con fibbie non classiche, trovo più comune  che sia la cintura stessa a slacciarsi, lasciando scivolar via il b-grip a terra ancora fissato alla reflex! Per quanto mi riguarda, quindi, il comodo laccio è fissato ad un’asola dei miei pantaloni. In questo modo, sono al sicuro sia da un’eventuale sgancio involontario della piastra, sia al cedimento della fibbia della cintura. Sono comunque elucubrazioni di una mente perfezionista: le probabilità di una cosa del genere sono, a mio avviso, molto remote.

Come detto, il b-grip è idealmente prodotto per fotocamere senza batterygrip, e per obiettivi non troppo pesanti, anche se nei test di laboratorio ha resistito senza problemi a più di 30kg di carico. Personalmente, non ho riscontrato nessun problema con una 5D markII + battery grip, con sopra un 70-200 f/2.8: la piastra è rimasta stabile e non ha dato alcun segno di cedimento. Provando senza battery grip, ho riscontrato che questo fa maggior “effetto leva”, e quindi il b-grip può risultare un poco piu’ scomodo se si usano pantaloni molto fini con battery grip montato. La situazione però migliora utilizzando una cintura aggiuntiva invece di quella dei nostri pantaloni.

In definitiva, l’italianissimo b-grip è un oggetto che mi ha sopreso molto: resistente, ben costruito, con soluzioni degne di nota: la piastra di sgancio rapido, ad esempio, ha integrata una piccola staffa supplementare, che ci permette di posare la reflex a terra senza far toccare l’obiettivo, e mantenendola non a contatto (ed in equilibrio) con superfici sporche, umide, polverose..

L’unico appunto che posso muovere, per adesso, all’oggetto, è la raincover inclusa nella confezione: trovo che sarebbe stata più comoda se di materiale elastico. Ma, dato che è “in regalo” con il prodotto stesso, va benissimo così. Se si ha intenzione di attraversare la foresta pluviale con la macchina al collo, son sicuro che ci si orienterà a soluzioni piu’ specifiche e dedicate a questo scopo.

Non mi resta che testare il b-grip sul campo, su di un set pubblicitario, con tutta la frenesia che vi è in questi ambienti: viavai di modelle, stylist, truccatori, assistenti e clienti. Il test avverrà quindi lunedì e martedì a Milano in occasione di un campagna pubblicitaria di cui vi parlerò: scriverò le mie impressioni sul prodotto, che per adesso mi ha davvero colpito: son sicuro che farà il suo lavoro in modo egregio.

A presto.

.. Ci vuole tempo.

gennaio 27th, 2010

Per cosa? Per avere anche solo il tempo di pensare a cosa si sta facendo, metterlo in pratica poi.. E’ cosa ardua. A cosa mi riferisco? Al fatto che eran mesi che non aggiornavo il blog. E di questo mi scuso, soprattutto con gli assidui lettori, che non vedon aggiornato questo antro del web da lungo tempo. Vedrò di farmi perdonare.

Perchè di novità ve ne sono molte.. Ma, come ogni novità, richiede pianificazione e tempo nell’esercizio, e questo, di conseguenza, unito agli inderogabili impegni universitari, assorbe le mie giornate.

Che cos’è successo in questi mesi?

Innanzi tutto il workshop: è andato molto bene, tutto al completo, e dai feedback ricevuti dai partecipanti tutti son rimasti soddisfatti. Volevo ringraziare Manuela Mariani, Jenny Bazzichi (la nostra MUA) e tutti i partecipanti per il clima sereno e cordiale, le risate ed i momenti passati assieme. Spero di rivedervi tutti al prossimo incontro: è programmato per l’ultimo weekend di febbraio. A proposito di questo, i particolari potete trovarli qui: http://www.nicolacasini.com/blog/?page_id=88 .

Consiglio di leggere approfonditamente la sezione “Stages”: ho infatti deciso di improntare i prossimi workshop in modo più “didattico”, con una caratterizzazione del tutto nuova.

Tornando a noi.. Che mi sono dimenticato di postare qui? Oltre a lavori più semplici, molto del mio tempo è stato occupato da due set pubblicitari.

Filippo William Russo. Gioielli di alta manifattura, nel cuore di Milano. La campagna è un “prologo” a quella più massiccia che si svolgerà nel corso del 2010; gli scatti son stati effettuati nello showroom dell’azienda, nel cuore di Milano, a pochi passi da Piazza del Duomo. Come illuminazione è stato utilizzato un beautydish di piccolo diametro per avere una veloce caduta di luce fuori dal cono di illuminazione, pannelli riflettenti e flash di riempimento in macchina. I vestiti sono dell’eccezionale stilista Ilaria Facci (falsoo.eu), la bellissima modella Manuela Mariani si è occupata anche dello styling e dell’organizzazione e coordinazione del set (www.manuelamariani.com), il make-up è della carissima amica Silvia Molonato (www.pikamakeup.com , che ringrazio anche per la mia foto in homepage). I gioielli, come detto, sono della collezione di Filippo Russo (www.filipporusso.com).

Passiamo alle immagini:

Come dati di scatto, siamo intorno ai 24mm del 24-70 f/2.8, ISO100, f/11 circa, con la mia fida 30D. Le luci le ho spiegate più sopra.

A proposito di 30D.. La vecchiarella è diventata corpo di riserva. Ricordavate le mie elucubrazioni sul nuovo corpo macchina, ed il mio auspicare un sistema modulare come il Red per le cineprese? Ovviamente, questo non è avvenuto. Ma la richiesta di sempre maggior risoluzione, e qualche problemino di anzianità (e di mole di lavoro) della mia fida 30, mi han di fatto convinto al passaggio ad un nuovo modello. In particolare, la scelta è ricaduta su di una collaudata 5D mark II, con battery grip.

Al momento ho avuto modo di testarla a fondo solo in studio e solamente per una sessione: scatti di beauty con Manuela Mariani, Irina Monastirscaia (la prossima modella per il workshop, stage2) e Charo Galura (che potete ammirare anche nel post sotto). Cosa posso dire?

Pro:

  • 1. Risoluzione e definizione paurosa (mai tolto il selettore dai 100ISO, della vincitrice di pulizia a 12800iso tra la 5DII e la D3s me ne frego altamente..).
  • 2.  Ottimo monitor, ottimo handling, tutti i tasti al posto giusto, costruzione “robusta”;
  • 3. Ottima personalizzazione.

Tutti gli altri pro li conoscete, e se non è così, fatevi un giro su DPreview.

Per quanto riguarda le cose che invece non mi han convinto (non tutte dovute alla macchina)..

  • 1. Il mio Sigma 24-70. Sulla 30D è una lama, come ho avuto più volte modo di dire non lo cambierei con il Canon.. Il problema è che sulla nuova piccola ha un evidente frontfocus. Talmente evidente che anche utilizzando i microadjustments a 20 ne soffre ancora un poco. Non potevan aumentare il range? (farò una prova sul campo, se il frontfocus sarà apprezzabile anche a distanze e diaframmi di lavoro  deciderò se farlo tarare in Ad-service - ride della battuta - comprare il Canon  - che non amo - oppure fregandomene in quanto è in arrivo il 17-40, ed ho già il 50 1.4.)
  • 2. Il tasto di scatto: so che nelle XD è elettropneumatico, ma non sentire il “click” di quando fa il secondo scatto mi disorienta. Avrei preferito maggior demarcazione tra AF-on e lo scatto vero e proprio.
  • 3. La batteria. So che commercialmente è ovvio, e che in Canon se ne fregano, ma.. Non poter utilizzare batterie di concorrenza, non senza usare un caricabatterie proprietario e perder l’indicazione di carica sulla fotocamera, quando l’originale viene sulle 65€, un po’ mi rode. Ottima invece l’analisi accurata dello stato di carica e della vita della batteria.
  • 4. Le UltraII su SD non gestiscono i video HD. Mi spiego.. Sulle mie reflex, invece di una CF, uso SD con adattatore. Perchè? Perchè a) sono più piccole e leggere; b) nei miei laptop e nettop vi son lettori di SD e non di CF; c) costano meno. Sul manuale della 5D vi è scritto che per girare fluidamente video HD servon almeno 8mb/s in scrittura: sappiate che le SD Sandisk UltraII, date per 15mb/s, in scrittura lavorano intorno ai 7.5mb/s. Questo le rende inutilizzabili.

Detto questo, considerando che i contro riconducibili al solo corpo macchina son 1 su 4, direi che mi posso ritenere più che soddisfatto. La 5D mark II è perfetta per i miei scopi: alta risoluzione, ottima gamma dinamica, pulizia dei files. Non posso che consigliarla, se fate foto di moda o comunque lavorate in studio molto spesso.

La testerò meglio nei prossimi giorni, dato che avrò un full-immersion pubblicitario con 5 modelle e 100 prodotti.. Se si comporterà bene lì, sarà definitivamente promossa a pieni voti.

Ultima questione riguarda gli obiettivi: il 100f/2, che per i beauty mi era comodissimo su APS-C, ora mi sta strettino.. Dovrò quindi valutare l’upgrade a 135L. Il 18-55IS (che, da sempre, consiglio come obiettivo dal rapporto q/p fantastico) se ne è andato, e sto valutando il 17-40.. Infine, pare uscirà un 14 f/2.8 Samyang, che, se sarà come l’85 1.4 (testato con mano, veramente notevole), sarà presto nelle mie resistenti valigette di alluminio che mi scarrozzo per l’Italia.

Ma smettiamo di parlare di digitale! Come ricorderete dall’ultimo post, la voglia di pellicola si è impossessata di me. E quale occasione migliore del mio workshop per scattare ancora con la fida Pan-F+ tirata a 100ISO? I risultati, per me, son molto buoni: è questo che voglio ottenere quando converto i files digitali. E sto studiando, oh se sto studiando..

Entrambe, come ho detto, con Ilford Pan-F+ a 100ISO, in microphen stock. La macchina (per quanto valga) è una Eos 500N, l’obiettivo il 70-200 f/4L. La scansione è stata fatta con Canon FS4000 a 4000dpi.

Infine.. All’inizio di questo articolo dicevo che mi avevan assorbito 2 set in particolare. Il secondo è un set per CapellidaStar, con il quale ho instaurato una collaborazione. Gli scatti son stati fatti in studio, ed anche questa è un esigua anteprima di ciò che vedrete durante questo nuovo anno.

30D + 24-70 f/2.8@56 f/11; ISO100, 1/160″.

Come detto, sono in arrivo nuovi scatti in studio, con la nuova attrezzatura.. Solo il tempo di postprodurli.

C ya!

Voglia di pellicola.

novembre 12th, 2009

Ebbene si. E non solo per il fascino che un bel rullo 135 ha in confronto ad una fredda e sterile SD, ma è un mio modo per autoistruirmi. Vi spiego.

A mio parere, uno dei miei punti deboli è la conversione in B/N. Impiego ore ed ore, e non riesco mai ad ottenere ciò che vorrei. E questo mi frusta abbastanza, perchè quando poi vedo i beauty dell’amico Nikola Borissov (nikolaborissov.com), un po’ di invidia mi sale.. *sorridendo* Anche se ogni tanto qualche scatto decente mi viene! Di questo sotto, ad esempio, son molto soddisfatto..


Model: Charo Galura
Make-up and hair: Silvia Gerzeli
Styling: Manuela Mariani
Gears: 30D + 24-70 f/2.8@24@f/13, 1/200″, ISO 100. 2×580EXII + softbox.

Quindi, come imparare a fare bianchi e neri che non sembrino già a colpo d’occhio bianchi e neri digitali? Scattare in b/n già all’origine. E non intendo settare la macchina su B/N, non è proprio la stessa cosa..
Non avendo cavato un ragno fuori dal buco con migliaia di filtri, tutorial e quant’altro, ho finalmente deciso.
Passo alla pellicola! (non totalmente, ovviamente :D)
In attesa del budget per una bella Hassy 500CM, ho selezionato tra le tante opportunità quella meno dispendiosa: acquistare su ebay una fotocamera analogica Canon EOS, in modo da utilizzare gli obiettivi già in mio possesso. E così ho fatto.
EOS 500n + EOS 3000 + EF-M + spedizione dalla Francia, totale 70€. Non male eh?
La 3000 l’ho subito rivenduta, in pratica pagando anche le altre due, una volta fatta revisionare. E così, dopo aver letto diversi articoli e materiale riguardanti la camera oscura, ho colto la palla al balzo: complice un weekend a Budapest di relax con la ragazza, mi son portato dietro la EF-M con il 50 1.4 ed il 100 f/2, con l’intenzione di fare un po’ di notturne a tutta apertura.
Come pellicola, ho scelto una Ilford Delta 3200 tirata a 6400; forse anche troppo considerando che mi aspettavo Budapest meno illuminata; spesso ero oltre 1/1000″ di secondo anche di notte ad f/1.4, e dato che la EF-M oltre non va, è stato un bel problema..

Promemoria per me: visti i risultati di un amico con una HP5 Ilford 400ISO tirata a 1600, la prossima pellicola sarà quella per questo genere di foto.

Qualche notiziola sulla EF-M, dato che ai piu’ è sconosciuta: è una macchina che è un ponte tra il vecchio sistema Canon FD manual focus ed il nuovo EOS EF Autofocus. In pratica è una macchina senza autofocus ma con immagine spezzata e stigmometro (l’unica EF; che nostalgia, anche se io non avevo mai usato una reflex manual focus.. Aiuta a riflettere sulla composizione.), ma che accetta obiettivi EF, quindi gli attuali. Era pensata per chi voleva usare gli obiettivi appena usciti (il sistema EF è uscito nell’87 se non sbaglio, la EF-M è dell’88) conservando in futuro la possibilità di avere autofocus su altre macchine, ma usandoli in manual focus, quindi molto adatta ai frequentatori di corsi fotografici; stranamente, nonostante la Canon sia nipponica, fu commercializzata in tutto il mondo tranne che in Giappone. Esisteva la EOS 1000, che era la sua copia autofocus, allo stesso prezzo, quindi ebbe scarso successo e fu ritirata dal mercato. A livello di prestazioni è scarsa: syncro flash a 1/90″ non compatibile con il TTL, niente flash integrato (ma un bel mirino luminoso con copertura al 90$ e 0.74x), tempi da 2sec a 1/1000, ISO 25-6400. Insomma, un giocattolo, ma un giocattolo istruttivo.
E’ arrivata con le tendine bloccate, ho passato due notti con cottonfioc e benzina dello zippo a pulirla e rimetterla a nuovo, riuscendoci. Ero veramente soddisfatto.
Domanda retorica: “perchè hai usato la EF-M manual focus e con tutte quelle limitazioni quando avevi la 500n, piu’ moderna e tecnicamente migliore e, soprattutto, autofocus?” Perchè se voglio comodità uso la digitale, se scatto solo per divertirmi che mi diverta in tutto, focheggiamento a mano compreso!

Tornando a noi, rientro a casa da Budapest.
Ho già acquistato tutto il materiale per la camera oscura: chimici, tank, bottiglie a soffietto varie, TERMOMETRO..
Bene, mi guardo i tempi di sviluppo in Microphen, misuro le temperature, e sviluppo.

Asciugano i negativi.

E sono orrendamente sottosviluppati.

Ma p***a t***a, che diavolo è successo? Ok che in camera oscura sono un neofita, ma diavolo, a seguire i tempi con il timer son buoni tutti.. Prova che ti riprova, il problema era proprio il termometro, della Kaiser, comprato nuovo di zecca per la camera oscura. Sballa di quasi 9° (testato immergendolo in acqua e ghiaccio, ovvero a 0 gradi). Ho quindi sviluppato a 16° scarsi credendo che i liquidi fossero a 24.5 o giù di lì.

Bestemmie. Tante bestemmie.

Delle foto se ne son quindi salvate poche: qualcuna, però, mi fa ben sperare sui prossimi scatti. Considerate che è pesantemente lavorata sui livelli per compensare il mancato sviluppo, ma a me non sembra affatto male come bianco e nero!


EF-M + Ilford Delta 3200@6400, Microphen 8.30″@16° (leggi sopra), Ilford Rapid Fixer, Imbibente Ornano.

La scansione è stata fatta con un Canon FS4000US, a 4000dpi.

Non vedo l’ora di fare qualche beauty in studio con la Pan-F Plus 50ISO tirata a 100.. Che bella la pellicola!

Alla prossima!

P.S.: i posti per il workshop son quasi terminati, rimangon giusto un paio di posti per un paio di sessioni. Se volete partecipare, affrettatevi.

.. Fashion-passive-aggressive, Vol. 3.

novembre 12th, 2009

Ed ecco l’ultimo capitolo della trilogia. Come dicevo, anche queste son immagini provenienti dal set di Milano Bicocca del Vol. 2; a voi i commenti. Io son veramente soddisfatto, soprattutto per il mezzobusto con borsetta di Manuela Mariani.


5D + 24-70 f/2.8@70mm, f/7.1, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish.


5D + 24-70 f/2.8@24mm, f/11, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish + 430EXII + softbox.


5D + 17-40 f/4L@26mm, f/8, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish + 580EXII + beauty dish + 430EXII + softbox.


5D + 70-200 f/4L@70mm, f/5.6, 1/160″, ISO100; 580EXII + beauty dish

Tra breve nuovi scatti.

.. Fashion-passive-aggressive, Vol. 2.

ottobre 4th, 2009

E rieccoci. A quasi un mese esatto dallo scorso shooting in quel di Milano Bicocca, ci risiamo. Ed al completo anche! Io, Ismaele, Romina, Manuela, William (nuovo acquisto! William Ponzetti, modello, Fashionmodel.it ). Stessa attrezzatura dell’altra volta, ma stavolta le idee son diverse.

Innanzi tutto colgo l’occasione per mettere una foto di Elena che la scorsa volta non avevo ancora postprodotto:

30D + 70-200 f/4L@70mm, f/6.3, 1/125″, ISO100; ombrello riflettente 114cm silver/black.

Le idee son fare qualche scatto a Manuela in singola, poi a William in singola, ed infine a Manuela e William insieme.

Riguardando gli scatti sul pc, son davvero davvero soddisfatto del risultato. Per adesso (urgenze di materiale da mettere in book) ho postprodotto solamente alcuni scatti di William; del primo, in particolare, sono estremamente soddisfatto.


5D + 17-40 f/4L@17mm, f/8, 1/200″, ISO100; beauty dish e luce naturale alle spalle.


5D + 17-40 f/4L@17mm, f/8, 1/200″, ISO400; beauty dish sul volto, softbox in basso a sinistra per la luce sul pantalone e sulle scarpe.

Come dicevo, son davvero molto soddisfatto. Devo postprodurre ancora tanto (oltre al fatto che devo postprodurre di sana pianta un set con Charo Galura in terrazza Mascagni, a Livorno), ma le idee (mie e di Manuela Mariani, che ha pensato anche al trucco&parrucco, oltre a posare) erano ottime e la realizzazione mi è sembrata all’altezza.

Per anticipare i prossimi scatti, ecco un piccolo backstage:

A presto, per il Vol. 3 (mi sento tanto Tarantino stasera :D)

.. Fashion-passive-aggressive.

settembre 11th, 2009

.. listenin’ the Wind of Change.

Dunque. Innanzi tutto devo ancora capire perchè se in un treno ci sono le prese di corrente in ogni sedile, queste non devon funzionare.. Ma si sa, questa è l’Italia e la tratta è quella coperta dal Minuetto La Spezia-Parma. Dovrei dirmi, “di che ti stupisci? Ricordi che la settimana scorsa hai ricevuto un pacco da Hong Kong, spedito il 29 luglio, e che dal tracking ha impiegato 18 ore a fare Hong Kong - Milano Linate e 31 giorni Milano Linate - Livorno anche se non soggetto a dazi doganali?”. Ed infatti me lo dico, ed ormai inizio ad abituarmi ad odiare l’Italia sotto questo punto di vista.

Vabbè, passiamo oltre.

Ho fatto diversi set ultimamente, che mi han emozionato e fatto riflettere parecchio, soprattutto sull’attrezzatura, complice il fatto che il primo settembre dovevan uscire delle novità sulle dSLR Canon (confermate) e che seguivo i rumors da un po’.. Ma andiamo con ordine.

Innanzi tutto premetto che questo post non sarà denso di foto: ho dovuto lavorare in post circa 50 scatti per un catalogo e pubblicità di abiti da sposa, e questo mi ha portato via TANTO tempo. Indi, “come al solito” direte voi, sono indietro con la post.

Domenica 30 agosto: ero in quel di Ancona, con Luca Mosconi (lucamosconi.it), per uno “shooting congiunto”; lui fotografava Manuela Mariani, io Clelia Bastari. Location: all’incirca la stessa, un centro commerciale ricavato da una vecchia fornace, ed un palazzo in alluminio e vetro ancora parzialmente in costruzione, entrambi a Jesi. Le foto tarderanno ad arrivare purtroppo; come detto, sono indietro con la post.

Devo però dire che come set è stato estremamente “educativo”, intendo la parte nei palazzoni d’alluminio, con sgrandangolate varie.. Per il set del giorno dopo, ovvero:

Lunedì 31 agosto, Milano Bicocca.

Staff al completo:
Photographer: Nicola Casini
Model: Elena, modella croata.
Make-up, hair, stylist: Manuela Mariani
Set assistant: Ismaele Bulla e staff
Set assistant 2, and backstage photographer: Romina Orsi

Insomma, un bel gruppo affiatato.

Materiale presente sul set:
-30D e 5D
-17-40L, 18-55IS, 24-70 f/2.8, 70-200 f/4L, 50 1.4, 85 1.8, 100 f/2, 100 f/2.8 macro, .. e TANTO BUONUMORE! [Aldo-Style ON]
-1×580EX, 1×550EX, 4×430EX, flash triggers, stativi, diffusori, ombrelli, softbox, pannelli ..

Ora, ho scattato sia con la 30 e con la 5. Ed ho subito notato 2 cose:
1. Il 17-40 è peggio (e meglio) di quanto mi aspettassi. “Che vuoi dire?” Voglio dire che a 17mm su 5D, anche a 5.6, vignetta da morire (poco male), distorce a barilotto da morire (poco male, sembra il 17-85), è morbido ed ha gli angoli spappolati (molto male). Niente di trascendentale, ovvio, su un supergrandangolare su FF ci sta.. Ma se compro un serie L con diaframma fisso f/4, e l’obiettivo è “utilizzabile” solo da f/8 in su (per “utilizzabile” intendo con resa costante su tutto il fotogramma, non che fa delle foto da schifo, sia chiaro..), un po’ le balle mi girano.. Considerazione condivisa da Ismaele, proprietario.
2. Il 17-40 su FF è moooolto meglio del 10-20 su APS-C. Non come definizione o resa in controluce.. Ma proprio come distorsione prospettica. Non so, ma il 17-40 mi sembra piu’ gestibile (non per via del mm in meno, sia chiaro), piu’ “graduale”. Insomma, sotto questo punto di vista mi ha impressionato. Immagino come possa essere il 16-35..

A livello di pura resa, invece, ad ISO100 e luce flash, non ho notato particolari differenze tra la 30 e la 5, tranne, forzando il tutto in Camera Raw, migliori possibilità di recupero per la FF in quanto a gamma dinamica, ma se si scatta esponendo bene questo aspetto diviene secondario.. Ad ogni modo, ho voglia di FF. Parecchia.

Per quanto riguarda gli scatti, ne propongo qualcuno:


5D + 17-40 f/4L@17 f/6.3, 1/200″, ISO100


5D + 17-40 f/4L@17 f/5.6, 1/60″, ISO100


5D + 70-200 f/4L@113 f/5, 1/125″, ISO200

Zona Milano Bicocca: volevamo scattare anche agli Arcimboldi, ma appena montata la macchina il simpatico omino della sicurezza ci ha avvertito che serve l’autorizzazione comunale, che ovviamente, anche a fini non commerciali, ha un costo salato.

Mattinata davvero divertente: tanto che ci siam organizzati per martedì 29 settembre, per uno shooting congiunto con due modelle, io ed Ismaele Bulla come fotografi. Fashion “vero”, molto Armani-style, ed una sessione in notturna. Se qualcuno si vuol aggiungere come assistente, i portaborse ed i reggi-pannelli (come li chiama Manuela) son sempre ben accetti.

Ed ora, una digressione sull’attrezzatura, parlando da tecnofilo (tecno in senso di tecnica, non di tecnologia).
Primo settembre: Canon presenta la 7D, ammiraglia APS-C. Al contrario di quello che si aspettavano gli altri, questa macchina mancava, e va a combattere (e sulla carta vincere) la D300s.. Ho sempre pensato che Canon non avrebbe presentato una FullFrame “economica”, perchè non ha un segmento di mercato da coprire con essa. Macchina completissima (parlo della 7D), autofocus tutto nuovo, sensore a 18mpixel che sembra avere rumore minore della 50D, esposimetro nuovo, controllo flash remoti integrato (la prima Canon ad averlo), e soprattutto mirino ECCEZIONALE.. Si si, tutto bello, costo contenuto (si parla di 1400€ on road), e macchina che non ha niente da invidiare alle pro (è anche tropicalizzata).

Ma io, la 30D, se passassi a FF, con cosa diavolo la cambio? La 5D ormai è vecchia, ed anche se sforna dei files invidiabili, si trova praticamente solo usata, e dato che ci lavoro DEVO sapere com’è stata trattata, così da potermi aspettare o no che mi lasci a piedi durante un set (so che succede anche da nuova, però..). La 5DII? Files perfetti, sensori della madonna, ma mi sembran tantini i soldi da sborsare per un prodotto volutamente castrato, con un sensore che è avanti un anno ed una meccanica ed elettronica (escluso processore d’immagine) che è vecchio tre. Non che non la comprerei, sia chiaro, ma non glieli darei molto volentieri.

Cosa vorrei io? Avete presente la RED, e la nuova linea modulare? Ecco.
La mia fotocamera dei sogni:
1. Sensore FF da.. Uhm, 20-x-35Mpixel, sensibilità ISO 25-400;
2. Autofocus: nessuno, al massimo un punto solo a croce, giusto per.
3. Esposimetro: nessuno. Mai usato.
4. Mirino: 100% e 1x. Su questo non transigo.
5. Schermo: mi basta anche il 2,5″ della 30D, poi, se c’è è meglio, ma non mi lamenterei.
6. Laivviu, feisdetecscion, filmini, sgrullapolvere.. Chissenefrega.
Insomma, un sensore, una baionetta, un pentaprisma e STOP. Accadrà mai? No. Ed io son ancora qui a pensare se per me sarebbe meglio una 5DII od una 1DsMkII.

Quindi, in preparazione per il 29 settembre ed oltre (il 4 ottobre set di Beauty.. Si, di nuovo :D).
A proposito, come sarà il 14 f/2.8L su FF? Lo vedremo!

C ya!

.. On the rocks.

agosto 26th, 2009

Quanto mi piace questo stile.. Talmente tanto che ho già fatto il secondo set, e ne sto preparando un terzo con tre modelle diverse.

Model: Bineta Camara;
Styling, make-up and hair: Manuela Mariani.

Dati di scatto:
-30D + 24-70@30mm f/2.8@7.1, 1/160″, ISO100;
-Manfrotto 055C a massima estensione;
-3 580EXII con softbox.

Domani shooting per abiti da sposa in atelier a Milano, domenica shooting ad Ancona con il grande Luca Mosconi, lunedì in Milano Bicocca con una modella croata.. Giorni davvero pieni.

C ya!

.. And now… for something completely different.

agosto 11th, 2009

Dico solo che credo sia il mio miglior scatto da quando ho preso in mano la mia prima fotocamera.

-Gears: 30D, 24-70 f/2.8@f/5.6@24mm, 1/20″, ISO200;
-Model: Manuela Mariani;
-Mood&Concept: Nicola Casini;
-Make-up, Hair and styling: Manuela Mariani;

Set nato e terminato in un giorno; è incredibile cosa una visita al brico ed ad un ingrosso di stoffe possa fare!

Qui un backstage, per vedere la situazione di luce (incompleta, c’eran dei flash in schiarita sulla destra ed altri ammennicoli quali spot, flag etc) e la location:

E’ questo che voglio fare.

.. Something in fashion.

agosto 11th, 2009

Era un po’ che non scrivevo quà. Sarà che l’estate è sempre frenetica, tra esami universitari dati a luglio, l’iniziare a preparare quelli di settembre.. Ma il tempo manca sempre. Anche perchè molte cose stanno cambiando; agenzie, forse una mostra personale da preparare, e tante, tante foto. Anzi.. Tante idee, e tanti mood; le foto invece son poche. Meglio poche ma buone, diceva qualcuno! E son perfettamente d’accordo..
Ultimamente i miei set son davvero mordi e fuggi; un’ora tra preparare l’attrezzatura e la fine degli scatti, minuto piu’ minuto meno. Sarà perchè, preparando i portfolio per le agenzie (a proposito, son felicissimo delle mie stampe.. Carta opaca 20×30, una goduria), sto facendo una cernita strettissima di cosa pubblicare e cosa no, ma tendo ad estrapolare uno, a volte due, massimo tre scatti da ogni sessione. Oltre mi sembra inutile, anzi, “dannoso”.. Preferisco una foto ottima che una foto ottima e due buone, che abbassano la media. Insomma, questi set mordi e fuggi.. Che mi fanno impazzire. Nel senso buono.

Inserisco i tre scatti estrapolati dall’ultimo shooting.. Come location il letto di un fiume in secca, in controluce all’alba; son scatti per familiarizzare con le foto “da catalogo” (lavori in arrivo), indi non fate caso al brand in primo piano; fossi davvero il fotografo di Guess!

Che ve ne pare?
Come attrezzatura, la solita.. 30D, 24-70 f/2.8@f/16, 1/125″, ISO100. Come illuminazione, 580EX in macchina a 1/4 di potenza e 2 430EX a piena potenza sulla destra del soggetto, quindi alla mia sinistra. Nessun diffusore. Questo perchè, in questa configurazione, se si riesce a bilanciare bene la potenza dei flash, le ombre si annullano; si ottiene un risultato molto simile al ring flash, cosa che mi piace molto in questo genere di scatti molto sovraesposti.

Infine, un ultimo scatto..

.. amo la resa delle luci in auto. Il solo scatto estrapolato dal set. 2 ore per trovare la configurazione di luce esatta, 15 minuti di scatti. Questa foto in particolare ha dei dati di scatto un po’ strani per esser un fashion:
ISO400, 1/2″, f/5.6; l’obiettivo è il 18-55IS (alla faccia del kit), montato su 30D a sua volta su Manfrotto 055C. Il perchè di un tempo di esposizione così lungo? Perchè non volevo una luce artificiosa.. In questo modo ho catturato la luce naturale del cruscotto dell’auto, mentre la modella è stata illuminata da un beauty dish puntato verso di lei su di uno stativo montato sul cofano dell’auto, con un 430EX a 1/16 di potenza.
Molto naturale, nevvero? Il problema maggiore è stato evitare di avere riflessi indesiderati sul parabrezza e sui finestrini.

Dimenticavo: la modella in entrambi i set è Manuela Mariani, il mood mio e suo, il MU e l’HS merito suo.

A molto presto.. Con qualcosa di veramente diverso!

.. I hate softboxes.

luglio 3rd, 2009

No, non ce l’ho con i miei Ezybox della Lastolite. E non ce l’ho neanche con qualche altra marca, o con i softbox in generale. Ce l’ho con la luce che fanno. Piatta. Troppo piatta. Sarò io un cane ad utilizzarli, ma la lucina morbida morbida senza variazioni di intensità da bordo a bordo, con quelle ombrette appena accennate che quasi non si vedono, mi ha veramente stancato. Davvero. Le foto son tutte uguali! Già va di moda (moda che condivido, sia chiaro) utilizzare focali lunghe per fare i ritratti: prima si usava il 135 al massimo su pellicola.. Ora c’è gente che fa ritratti con il 300 F/4L su APS-C! (Ok, ok, forse ho esagerato, ma il 70/200 f/2.8L a massima escursione su APS-C lo vedo usare spesso..) Di conseguenza, i piani prospettici vengono appiattiti dalla focale. Se poi si usa anche una luce troppo morbida.. La frittata è fatta.

Amo invece i beauty-dish. Dio quanto li amo. Quella luce un po’ strana, ostica da domare all’inizio.. Quando li metti vicini al volto della modella, che se per sbaglio abbassa il mento si ritrova due occhiaie che sembran fondi di caffè.. Quel beauty dish. A piena potenza. E diaframmi taaanto chiusi. E focali lunghe. Dio quanto li amo.

Ma prima di passare ai beauty (prima ondata di foto postprodotte dal set di beauty per il quale avevo fatto il casting), volevo inserire altre due fotine del set con Manuela e Lorenza; a mio avviso, per adesso, le due migliori del set (che devo ancora finire di postprodurre. Riuscirò mai a non rimanere indietro tra gli scatti e la post??)

Per quanto riguarda le informazioni tecniche, riferirsi pure al post precedente, non è cambiato niente.

Tornando a prima.. A proposito di casting. Ne ho un altro in corso. Devo fare degli scatti di beauty un po’ particolari, ovvero dei close-up di occhi e labbra, con la bravissima MUA Silvia Gerzeli.. Sto quindi cercando ragazze che abbiano occhi molto molto particolari o particolarmente belli.

Tutte le informazioni le trovate qui: http://www.facebook.com/topic.php?uid=56637179794&topic=18480&ref=mf

Tornando a noi.. Il megaset di beauty.

Come avevo preannunciato nel postprecedente, son davvero, davvero soddisfatto. Sono circa a metà postproduzione, ma per adesso son usciti fuori scatti che mi piacciono davvero tanto. Le modelle, come avevo detto, sono 4: Manuela l’onnipresente, occhi di nocciola e labbra carnose; Giada Gabbolini, riccioli d’oro ed occhi di smeraldo; Ana Roxana, occhi di ghiaccio e capelli corvini; Bineta Camara, la pantera dolce. Ed eccole quà:

Personalmente, son davvero soddisfatto. E finalmente la mia voglia di beauty inizia a placarsi.. Quasi :D

Come informazioni tecniche, non c’è niente di molto diverso dal set di beauty precedente: 30D, 70-200 f/4L o 100 f/2, tempi prossimi al massimo sincro (1/160″, 1/200″), f/11-f/18, ISO100. Come illuminazione, beauty dish più pannelli riflettenti, spot e cose del genere. In pratica, un solo punto luce e mille riflessi. Se avete bisogno di qualche informazione in più commentate qui sotto; spiegherò tutto più nel dettaglio.

Per adesso, buona serata a tutti, i Pink Floyd mi aspettano..

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