.. A very nice trip in San Marino.
martedì, settembre 7th, 2010Ed ecco finalmente la nuova campagna pubblicitaria Farmagan; sono veramente soddisfatto.









Evvai!
Ed ecco finalmente la nuova campagna pubblicitaria Farmagan; sono veramente soddisfatto.









Evvai!
.. La boa si avvicina. Quale boa? La boa di cui parlavo nel precedente post. Scrivo solo per due motivi:
1. Verso fine settembre ricominceranno i workshop. Tenetevi pronti.
2. Pubblicare nuovi scatti, sempre relativi a quel giro di boa. Io ne sono molto felice, spero proprio sian di vostro gradimento.
Erika Marcato:

Elena Bittante:




Manuela Mariani:




Keep in touch!
E siamo qui. L’estate è al giro di boa, il caldo si fa intenso (e gli svenimenti sul set in esterna diventano possibili) (quanto odio il caldo), ed il tempo, al contrario di quel che si pensi, per elaborare i miei progetti è sempre meno. Tanti lavori si accavallano, alcuni slittano, alcune persone si dimostrano non all’altezza di ciò che devon fare, e chi comanda (aka: il boss del cliente), che non capisce una pluridecorata ******* dell’ambiente, cambia le carte in tavola ogni 20 secondi netti. Vabbè, “sarà il caldo” si suol dire.. Speriamo, anche se non credo che a settembre le cose cambieranno.
Dopo questo piccolo sfogo.. Ah, no, dimenticavo!
Cito dallo Zanichelli 2011 (prossima uscita):
“Fotografo: [fo-to-gra-fo] s.m. Colui che possiede una macchina fotografica reflex. Non è richiesta la conoscenza del suo funzionamento. Si considera invece fotografo professionista colui che fa foto alle amiche/cugine/sorelle/wannabemodel, firma le foto con font orribile, e le pubblica sui social networks.”
Per quanto riguarda le modelle, la situazione non è migliore: due scatti dal fotoamatore di turno, e sui vari profili facebook trovi, orgoglioso, un bel “Modella professionista. No TFP. Astenersi perditempo”.
Eh beh.
Dopo questo piccolo sfoghi, cerchiamo di parlare di cose serie.. Le foto. Non ricordo se avevo già accennato la cosa, ma avevo bisogno di crearmi un portfolio di intimo e moda mare, dato che alcuni lavori mi spingono in quell’ambito. Ovviamente, un intimo fashion, niente glamour (genere che ormai aborro, considerata la tanta spazzatura che popola il web e si spaccia per tale).
E così, ci ritroviamo (di nuovo) al giro di boa.. Ho preventivato cinque set per farmi un book da 24 immagini che rappresentino il mio stile in questo campo, due e mezzo già terminati (il mezzo è per riallacciarsi al discorso degli svenimenti più sopra) e due e mezzo da effettuare.
Ed i risultati dei primi due, già postprodotti, a me piacciono. E molto anche.
Manuela Mariani:

Carlotta Brusini:




Erika Marcato:





Parliamo un po’ dell’evento di Mantova. Innanzi tutto un caro abbraccio a tutti i partecipanti: il mitico Giulio Codeluppi, la mente di CapelliDaStar, con il quale ormai, oltre ad una stimolante collaborazione, ho una grande amicizia, stima ed affetto; lo spumeggiante Niccolò Quadrelli, mio videomaker d’eccellenza, anch’egli grande amico e persona di una lealtà e simpatia difficili da trovare; Elena Ferrari e Mirco Pini, due persone stupende, affabili, gentili e disponibili, che recentemente son entrate nella mia vita, e con le quali spero di condividere altre mille esperienze; le sorridenti Debora, Ilaria e Valentina, insieme all’istancabile Marco, per la splendida serata. Oltre, ovviamente, alle due protagoniste della serata: Manuela e Charo.
Butto qui due foto, realizzate con il Samyang 14 f/2.8 di Mirco (ottica dal rapporto qualità/prezzo tendente ad infinito), realizzate a Piazza delle Erbe:


Spero di aggiornare presto.
Bye!
Son soddisfazioni..

Piccola anteprima di una nuova campagna pubblicitaria:

NicolaCasini.com present: Farmagan, backstage shooting 28/06/2010. from NicolaCasini.com on Vimeo.
Video in HD qui: http://vimeo.com/13004244
Si ringraziano:
Models: Elena Bittante, Anna Giordano, Alessandra Zuccarello, Olga Drozdova, Giacomo della Maestra, Luca Pantini;
Hairstyle:
Giulio Codeluppi, for CapelliDaStar.com (Mantova);
Marco e Cecilia Barzagli, for EMME B Changing Style (Imola);
Laura Sessa, for APHRODITE (Milano);
Make-up: Silvia Molonato.
Presto l’intera campagna! Stay tuned!
E come anticipato, nuova campagna pubblicitaria di CapelliDaStar.com, con tanto di video di backstage.
Si ringrazia tutto lo staff al completo:
Models: Manuela Mariani, Carlotta Brusini, Charo Galura, Anna Culla;
Hairstylists: Giulio Codeluppi e Sara Zanardi, team CapelliDaStar;
Set assistents: Mirco Pini ed Elena Ferrari;
Video&Backstage photographer: Niccolò Quadrelli.






Backstage of “Capelli Da Star” by NiQ from Niccolò Quadrelli on Vimeo.
Hd version: http://www.vimeo.com/12748952
.. E si scrive così oggi, sull’assolata spiaggia toscana, MacBook Pro alla mano, e si posta qualcosa sul blog, ancora umidi dopo un bagno tonificante.. Finalmente.
Dunque dunque, oggi son di buon umore. Diciamo pure che è una settimana che son di buon umore. Un mesetto, va..
Prima di tutto per alcune conquiste a livello lavorativo. Se tutto si concretizza (anche se in teoria è già tutto definito), altri 2 brand, di una certa importanza, mi avranno a contratto come fotografo ufficiale. E questo è mooooolto bene! Perchè finalmente si inizia ad ingranare, pubblicazioni su magazine nazionali e cartellonistica in arrivo! Ed era pure l’ora..
Oggi non ho voglia di dilungarmi troppo su pensieri sparsi, dico solo che mi sta tornando la voglia di fotografare per me e solo per me, separando quindi i miei progetti da quelli esclusivamente commerciali che, ahimè, devo seguire (ahimé in senso ironico eh, non mi dispiace affatto!). Detto questo, metterò solo parecchie foto.. Una bella carrellata tutta di seguito.
Nuovi lavori commerciali:


Per quanto riguarda la foto in coppia, fa parte di una serie che sto terminando di postprodurre: una giornata di scatti intensa e stancante, ma che ci ha regalato grandi soddisfazioni. Volevo quindi ringraziare lo staff al completo: le modelle Manuela, Carlotta, Charo ed Anna; gli hair stylist Giulio e Sara; gli assistenti Mirco ed Elena; il fotografo/videomaker di backstage Niccolò. A breve set completo e foto/video backstage!
Scatti tratti dai recenti workshop:




Miei nuovi progetti:









Si ringrazia lo staff dello Y.A.B. fashion club, Firenze; le modelle Manuela e Carlotta, ed il mitico assistente/fotografo di Backstage di EventiFirenze, nonchè grande amico, Niccolò Quadrelli.
Il backstage qui: http://www.facebook.com/album.php?aid=172693&id=253685911986



(due terminati, l’ultimo, il Red in Black, che sto ancora espandendo..)
Alla prossima, see you soon!
Questo sarà un post un po’ atipico sul mio blog: una recensione.
Se, come me, siete un po’ stanchi della tracolla, idem degli handstrap, e vi state documentando su di un modo comodo per portare in giro i vostri corpi macchina sul set, oppure in vacanza, è probabile che vi imbattiate in un prodotto nuovo, chiacchierato sui forum e, a quanto ne so, non ancora commercializzato.
Si chiama B-Grip, è prodotto da un’azienda totalmente italiana, la emiliana CPtech S.r.l. .
Il sito ufficiale lo trovate qui: bgrip.com/.
Ne ho ricevuto un sample direttamente dalla CPtech, prima della commercializzazione nei negozi, in anteprima, per testarlo e recensirlo su di un campo che non è il suo compito ideale: la fotografia di moda.
Che cos’è B-grip?
B-grip è un nuovo sistema di trasporto a cintura, brevettato, pensato per fotocamere reflex.
Ha una piastrina removibile come quella dei cavalletti, inseribile nella base (fissabile alla propria cintura od ad una supplementare) in entrambi i versi, permettendo così di poter fissare la macchina con l’obiettivo verso il cielo, e facilitare il cambio lente.
La confezione, in un elegante nero e rosso, si presenta così:

B-grip.
Al suo interno troviamo:
1. Il b-grip stesso;
2. Una pratica raincover per coprire la macchina in caso di precipitazioni;
3. Un laccio di sicurezza da fissare al b-grip ed al corpo macchina, per prevenire cadute a causa di un errato bloccaggio dello sgancio rapido;
4. Un foglio di istruzioni.
Veniamo al prodotto.
All’apparenza ed al tatto sembra molto ben costruito, resistente e duraturo: non dubito che abbia resistito ai 32kg di carico nelle prove di sforzo alle quali è stato sottoposto, come ci informa il sito ufficiale. E’ costruito in materiale plastico, probabilmente ABS o policarbonato, con una bella finitura nero opaca. La scritta rossa è stampigliata in rilievo. Nessun segno di sbavature, e le tolleranze sono minime: si vede immediatamente che vi è controllo qualità, al contrario di molti prodotti cinesi che oramai invadono il mercato.
Montandolo sotto la fotocamera, e serrando la vite da 1/4 di pollice, la piastra si fissa saldamente, ed il meccanismo di rilascio è semplice, privo di impuntamenti e molto veloce.
Il b-grip può esser montato sia sulla cintura che indossiamo normalmente, sia su di una supplementare: è infatti ideale per viaggi e passeggiate fotografiche, ma da quanto ho potuto vedere tollera bene anche salti e corsa moderata, senza cedimenti o pericolo che la reflex cada a terra.
Per quanto mi riguarda, utilizzerò una cintura supplementare, in tela, dove fissare il b-grip con il secondo corpo macchina montato: sarebbe ideale poter acquistare ulteriori piastre di sgancio rapido (non so se verranno commercializzate anche singolarmente), così da poter scambiare la macchina alla cintura con estrema velocità, ottimo per passare ad esempio da un 135 da close-up ad un 50 da piano americano.
Il laccetto che viene fornito in dotazione all’apparenza non pare troppo robusto, soprattutto per la piccola fibbia in plastica, ma una volta fatte le dovute prove, risulta invece adatto alla maggior parte dei carichi (ovvio, se lasciate penzolare sul laccio una 1D con un 400 2.8..). Un unico appunto: sulle istruzioni, è chiaramente spiegato che il laccio di sicurezza vada fissato da un lato alla reflex, dall’altro ad un’apposita asola sulla parte bassa del b-grip. Questo protegge da eventuali sblocchi involontari della piastra di sgancio rapido: una cosa che ritengo comunque poco probabile, in quanto ha corsa lunga e la fotocamera, con il proprio peso, tende a rimanere serrata nel b-grip. Con normali cinture commerciali invece, magari con fibbie non classiche, trovo più comune che sia la cintura stessa a slacciarsi, lasciando scivolar via il b-grip a terra ancora fissato alla reflex! Per quanto mi riguarda, quindi, il comodo laccio è fissato ad un’asola dei miei pantaloni. In questo modo, sono al sicuro sia da un’eventuale sgancio involontario della piastra, sia al cedimento della fibbia della cintura. Sono comunque elucubrazioni di una mente perfezionista: le probabilità di una cosa del genere sono, a mio avviso, molto remote.
Come detto, il b-grip è idealmente prodotto per fotocamere senza batterygrip, e per obiettivi non troppo pesanti, anche se nei test di laboratorio ha resistito senza problemi a più di 30kg di carico. Personalmente, non ho riscontrato nessun problema con una 5D markII + battery grip, con sopra un 70-200 f/2.8: la piastra è rimasta stabile e non ha dato alcun segno di cedimento. Provando senza battery grip, ho riscontrato che questo fa maggior “effetto leva”, e quindi il b-grip può risultare un poco piu’ scomodo se si usano pantaloni molto fini con battery grip montato. La situazione però migliora utilizzando una cintura aggiuntiva invece di quella dei nostri pantaloni.
In definitiva, l’italianissimo b-grip è un oggetto che mi ha sopreso molto: resistente, ben costruito, con soluzioni degne di nota: la piastra di sgancio rapido, ad esempio, ha integrata una piccola staffa supplementare, che ci permette di posare la reflex a terra senza far toccare l’obiettivo, e mantenendola non a contatto (ed in equilibrio) con superfici sporche, umide, polverose..
L’unico appunto che posso muovere, per adesso, all’oggetto, è la raincover inclusa nella confezione: trovo che sarebbe stata più comoda se di materiale elastico. Ma, dato che è “in regalo” con il prodotto stesso, va benissimo così. Se si ha intenzione di attraversare la foresta pluviale con la macchina al collo, son sicuro che ci si orienterà a soluzioni piu’ specifiche e dedicate a questo scopo.
Non mi resta che testare il b-grip sul campo, su di un set pubblicitario, con tutta la frenesia che vi è in questi ambienti: viavai di modelle, stylist, truccatori, assistenti e clienti. Il test avverrà quindi lunedì e martedì a Milano in occasione di un campagna pubblicitaria di cui vi parlerò: scriverò le mie impressioni sul prodotto, che per adesso mi ha davvero colpito: son sicuro che farà il suo lavoro in modo egregio.
A presto.
Ebbene si. E non solo per il fascino che un bel rullo 135 ha in confronto ad una fredda e sterile SD, ma è un mio modo per autoistruirmi. Vi spiego.
A mio parere, uno dei miei punti deboli è la conversione in B/N. Impiego ore ed ore, e non riesco mai ad ottenere ciò che vorrei. E questo mi frusta abbastanza, perchè quando poi vedo i beauty dell’amico Nikola Borissov (nikolaborissov.com), un po’ di invidia mi sale.. *sorridendo* Anche se ogni tanto qualche scatto decente mi viene! Di questo sotto, ad esempio, son molto soddisfatto..

Model: Charo Galura
Make-up and hair: Silvia Gerzeli
Styling: Manuela Mariani
Gears: 30D + 24-70 f/2.8@24@f/13, 1/200″, ISO 100. 2×580EXII + softbox.
Quindi, come imparare a fare bianchi e neri che non sembrino già a colpo d’occhio bianchi e neri digitali? Scattare in b/n già all’origine. E non intendo settare la macchina su B/N, non è proprio la stessa cosa..
Non avendo cavato un ragno fuori dal buco con migliaia di filtri, tutorial e quant’altro, ho finalmente deciso.
Passo alla pellicola! (non totalmente, ovviamente :D)
In attesa del budget per una bella Hassy 500CM, ho selezionato tra le tante opportunità quella meno dispendiosa: acquistare su ebay una fotocamera analogica Canon EOS, in modo da utilizzare gli obiettivi già in mio possesso. E così ho fatto.
EOS 500n + EOS 3000 + EF-M + spedizione dalla Francia, totale 70€. Non male eh?
La 3000 l’ho subito rivenduta, in pratica pagando anche le altre due, una volta fatta revisionare. E così, dopo aver letto diversi articoli e materiale riguardanti la camera oscura, ho colto la palla al balzo: complice un weekend a Budapest di relax con la ragazza, mi son portato dietro la EF-M con il 50 1.4 ed il 100 f/2, con l’intenzione di fare un po’ di notturne a tutta apertura.
Come pellicola, ho scelto una Ilford Delta 3200 tirata a 6400; forse anche troppo considerando che mi aspettavo Budapest meno illuminata; spesso ero oltre 1/1000″ di secondo anche di notte ad f/1.4, e dato che la EF-M oltre non va, è stato un bel problema..
Promemoria per me: visti i risultati di un amico con una HP5 Ilford 400ISO tirata a 1600, la prossima pellicola sarà quella per questo genere di foto.
Qualche notiziola sulla EF-M, dato che ai piu’ è sconosciuta: è una macchina che è un ponte tra il vecchio sistema Canon FD manual focus ed il nuovo EOS EF Autofocus. In pratica è una macchina senza autofocus ma con immagine spezzata e stigmometro (l’unica EF; che nostalgia, anche se io non avevo mai usato una reflex manual focus.. Aiuta a riflettere sulla composizione.), ma che accetta obiettivi EF, quindi gli attuali. Era pensata per chi voleva usare gli obiettivi appena usciti (il sistema EF è uscito nell’87 se non sbaglio, la EF-M è dell’88) conservando in futuro la possibilità di avere autofocus su altre macchine, ma usandoli in manual focus, quindi molto adatta ai frequentatori di corsi fotografici; stranamente, nonostante la Canon sia nipponica, fu commercializzata in tutto il mondo tranne che in Giappone. Esisteva la EOS 1000, che era la sua copia autofocus, allo stesso prezzo, quindi ebbe scarso successo e fu ritirata dal mercato. A livello di prestazioni è scarsa: syncro flash a 1/90″ non compatibile con il TTL, niente flash integrato (ma un bel mirino luminoso con copertura al 90$ e 0.74x), tempi da 2sec a 1/1000, ISO 25-6400. Insomma, un giocattolo, ma un giocattolo istruttivo.
E’ arrivata con le tendine bloccate, ho passato due notti con cottonfioc e benzina dello zippo a pulirla e rimetterla a nuovo, riuscendoci. Ero veramente soddisfatto.
Domanda retorica: “perchè hai usato la EF-M manual focus e con tutte quelle limitazioni quando avevi la 500n, piu’ moderna e tecnicamente migliore e, soprattutto, autofocus?” Perchè se voglio comodità uso la digitale, se scatto solo per divertirmi che mi diverta in tutto, focheggiamento a mano compreso!
Tornando a noi, rientro a casa da Budapest.
Ho già acquistato tutto il materiale per la camera oscura: chimici, tank, bottiglie a soffietto varie, TERMOMETRO..
Bene, mi guardo i tempi di sviluppo in Microphen, misuro le temperature, e sviluppo.
Asciugano i negativi.
E sono orrendamente sottosviluppati.
Ma p***a t***a, che diavolo è successo? Ok che in camera oscura sono un neofita, ma diavolo, a seguire i tempi con il timer son buoni tutti.. Prova che ti riprova, il problema era proprio il termometro, della Kaiser, comprato nuovo di zecca per la camera oscura. Sballa di quasi 9° (testato immergendolo in acqua e ghiaccio, ovvero a 0 gradi). Ho quindi sviluppato a 16° scarsi credendo che i liquidi fossero a 24.5 o giù di lì.
Bestemmie. Tante bestemmie.
Delle foto se ne son quindi salvate poche: qualcuna, però, mi fa ben sperare sui prossimi scatti. Considerate che è pesantemente lavorata sui livelli per compensare il mancato sviluppo, ma a me non sembra affatto male come bianco e nero!

EF-M + Ilford Delta 3200@6400, Microphen 8.30″@16° (leggi sopra), Ilford Rapid Fixer, Imbibente Ornano.
La scansione è stata fatta con un Canon FS4000US, a 4000dpi.
Non vedo l’ora di fare qualche beauty in studio con la Pan-F Plus 50ISO tirata a 100.. Che bella la pellicola!
Alla prossima!
P.S.: i posti per il workshop son quasi terminati, rimangon giusto un paio di posti per un paio di sessioni. Se volete partecipare, affrettatevi.
Ed ecco l’ultimo capitolo della trilogia. Come dicevo, anche queste son immagini provenienti dal set di Milano Bicocca del Vol. 2; a voi i commenti. Io son veramente soddisfatto, soprattutto per il mezzobusto con borsetta di Manuela Mariani.

5D + 24-70 f/2.8@70mm, f/7.1, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish.

5D + 24-70 f/2.8@24mm, f/11, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish + 430EXII + softbox.

5D + 17-40 f/4L@26mm, f/8, 1/200″, ISO100; 580EXII + beauty dish + 580EXII + beauty dish + 430EXII + softbox.

5D + 70-200 f/4L@70mm, f/5.6, 1/160″, ISO100; 580EXII + beauty dish
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