Archive for the ‘Tutorial’ Category

.. So mad.

sabato, aprile 4th, 2009

.. So che può sembrare molto poco coerente rispetto al mio precedente intervento, ma non lo è :P Semplicemente volevo condividere due scatti, anteprima di un set che sto al momento postproducendo, scattato l’8 marzo (auguri in ritardo) con la bellissima modella bolognese Dorsia. Questo per due motivi: per prima cosa perchè nonostante non lo praticassi da un po’, il genere alternative (pur con connotazioni spiccatamente fashion) mi sta molto a cuore e lo sento piu’ carico di emotività rispetto al fashion puro, in secondo luogo perchè ho avuto modo di sperimentare, grazie a questo set, tecniche sia di luce che di postproduzione che han sortito (a mia umile opinione) risultati molto buoni; per questo motivo la categoria di questo post è duplice, essendo pubblicato anche in tutorial.

Innanzi tutto, l’attrezzatura presente in location era la mia fida 30D, stativi con swivels ed ombrelli vari, softbox, un 580EX e 3 430EX (si, tutto il set è fatto in strobist; troppo, veramente troppo scomodo, data la location, portarmi dietro vari bowens e 40kg di batterie varie. Molto meglio un flash che tra stativo, flash e diffusore non supera il kilo e mezzo), 24-70 f/2.8, 50 f/1.4, 17-55 f/2.8, 70-200 f/4L più accessoristica varia (angle viewer, gelatine, pocket wizards, filtri vari).

Primo scatto:

A me piace davvero molto. Abbiamo preso spunto dall’editoriale su Vogue di Tim Walker, e l’abbiamo “rivisitato”.
Ora, qualche delucidazione sulla tecnica.
La modella è sempre la stessa, come avrete capito, ma non vi è Photoshop nel duplicarla. Vi spiego: ad un fotografo sano di mente sarebbe venuto in mente di mettere la macchina su cavalletto stabile, inquadrare ciò che voleva, fare due scatti con la ragazza in due posizioni diverse, e poi unirli.
Ma io non sono sano di mente. O, almeno, mi piace complicarmi la vita per sfida personale :P Quindi ho piazzato l’obiettivo ad f/32 ISO100, messo un bel ND8, chiuso tutte le possibili tapparelle (nei limiti di quanto le tapparelle di un luogo abbandonato siano efficaci), e studiato le pose con la modella; dopo qualche prova e dopo aver deciso il tutto, questo è stata la sequenza di scatto:
1. Modella in posizione al pianoforte;
2. Scatto in posa bulb. Allo scatto, il pocket wizard sulla macchina ha fatto scattare due flash a piena potenza, uno dall’alto (grazie agli stativi di 5m) che illuminasse la cornice dell’affresco e l’altro diffuso con un silver-black umbrella per illuminare Dorsia;
3. La modella si alza, prende il manichino, e si mette nella seconda posa (avevamo segnato la posizione con un sassolino, per ricordarla);
4. Con un’altro pocket wizard settato su un altro canale, pulsante di test e fatto scattare i secondi due flash, uno ad illuminare muro ed affresco e l’altro ad illuminare la modella (stesso diffusore di prima);
5. Fine dello scatto bulb.

Piu’ difficile spiegarlo che realizzarlo. Et voilà; un modo estremamente efficace per fare quello che si poteva fare con le vecchie analogiche ma non piu’ con le digitali (almeno, Canon non ha questa funzione): la doppia esposizione.

Passiamo oltre.

Secondo scatto:


Qui tecnicamente c’è poco da spiegare; ombrello traslucido bianco, luce fredda etc etc. Ciò che voglio sottolineare è la post (ah si, bracketing per non bruciare la finestra). Ecco l’originale:


Senz’altro già buono in partenza, ma ho giocato molto su livelli, brucia e scherma, temperature di luce e toni acidi. Che ne dite? A me fa proprio “film horror” o videogioco alla Silent Hill o Fear, e questo mi fa impazzire :P Lascio a voi l’analisi filosofica dello scatto, dico solo che le scarpe a terra, i fogli e l’uovo di struzzo non sono casuali :P

Alla prossima, torno a fare scatti beauty a Manuela che ha finito di truccarsi, magari posto qualcosina in serata.

C ya!

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